Canino

Canino è un centro agricolo sorto sul luogo di un sito etrusco nel territorio dell’antica città di Vulci, di cui costituiva una colonia di proprietà della gens Caninia.
Fu ampliato con ogni probabilità a seguito della distruzione di Vulci da parte dei Romani (280 a.C.), quando molti degli abitanti vi si trasferirono.

INFORMAZIONI

ABITANTI: 5.310 – caninesi
SUPERFICIE: 123,49 kmq
DENSITA’: 43 ab/kmq
ALTITUDINE: 229 mt. s.l.m.
AMBIENTE: Boschi, uliveti e terreni agricoli

PUNTI D’INTERESSE
  • Centum cellae
  • La Via Clodia
  • Castellardo

COME RAGGIUNGERE CANINO

Da Sud: Autostrada Roma-Civitavecchia, uscita S.S. Aurelia, giunti all’altezza di Montalto di Castro, deviazione per Canino.
Da Nord: S.S. Aurelia direzione Roma, giunti all’altezza di Montalto di Castro, deviazione per Canino.
Da Est: Autostrada A1 uscita Orte, superstrada Orte-Viterbo, uscita su S.S. Cassia direzione Nord, deviazione per Valentano poi per Canino.

DA VISITARE

La Chiesa Collegiata, intitolata ai Ss. Giovanni e Andrea Apostoli è situata in piazza C. De Andreis, il complesso di San Francesco, costituito dalla chiesa e dall’attiguo convento (costruito tra 1450 e 1478) e la Chiesetta dell’Annunziata, chiesa romanica, dove secondo la tradizione orale sostò San Francesco d’Assisi. ll Museo della Ricerca Archeologica che si trova nel complesso di S.Francesco e il Museo Archeologico Nazionale di Vulci.

PRODOTTI TIPICI ENOGASTRONOMICI

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA (D.O.P dal 1995) La denominazione di origine controllata “Canino” è ottenuta dalle seguenti varietà di olivo: Caninese e cloni derivati, Leccino, Pendolino, Maurino e Frantoio presenti da sole o congiuntamente negli oliveti fino al 100%. Possono, altresì, concorrere altre varietà presenti negli oliveti in misura non superiore al 5%.
Colore: Verde smeraldo con riflessi dorati
Odore: fruttato che ricorda il frutto sano, fresco, raccolto al punto ottimale di maturazione
Sapore: deciso con retrogusto amaro e piccante
L’ASPARAGO VERDE di Canino è un ortaggio destinato al consumo alimentare fresco e surgelato; viene prodotto in un’area ristretta individuata in gran parte all’interno del Comune di Canino. La caratteristica principale di questo prodotto è sicuramente il suo colore verde brillante su tutto il gambo che lo rende di qualità eccelsa.
SALUMI E INSACCATI
LATTICINI
VINI BIANCHI E ROSSI
PIZZA GIALLA DI PASQUA, aromatizzata con lo zafferano

NEI DINTORNI

Il Parco Archeologico Naturalistico di Vulci
Su queste terre, che Canino condivide con Montalto di Castro, la Storia ha visto nascere e morire una delle più grandi e ricche città etrusche: Vulci.
Fu una delle più grandi città-stato dell’Etruria, che crebbe grazie ad un forte sviluppo marinaro e commerciale con la Grecia e l’Oriente. Testimonianza sono i sontuosi corredi funebri ritrovati nelle necropoli adiacenti ed oggi sparsi nei musei di tutto il mondo.
Il parco Archeologico di Vulci racchiude gli scavi della città etrusca, immersi in una natura rigogliosa ed inaspettata. Il percorso attraversa le mura etrusche e percorre antiche strade basolate romane che corrono tra i resti di edifici religiosi e nobili domus private.
Sulle rive del Fiora, a sud della violenta cascata che si allarga nel laghetto Pellicone, quando il fiume raggiunge la piana ad est della città sono visibili i resti degli horrea del porto romano.
Un moderno ponte in ferro e legno supera il Fiora in prossimità dei resti del ponte antico attraverso il quale si accedeva alla città dalla porta est e conduce alle necropoli orientali.
Nelle necropoli che circondano la città, situate in località di Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo di Maggio e Camposcala, sono state ritrovate migliaia di tombe, dalle forme e tipologia diverse: fosse, tumuli, tombe a cassone, tombe a camera e tombe a corridoio. Tra le più note: il grandiso Tumulo della Cuccumella, alto 18 metri che, con i suoi oltre 230 metri di circonferenza costituisce il più grande tumulo etrusco mai rinvenuto in Italia; la tomba François, sicuramente il monumento più importante per gli affreschi che ha restituito.

“Centum cellae”
Nei pressi di Musignano, a cinque chilometri dal centro abitato, è un complesso termale meglio noto come “le cento camere”, un’imponente opera romana di cui si conservano significativi resti. L’edificio termale si fa risalire alla fine del I secolo d.C., diversi elementi danno forza all’ipotesi che si tratti delle famose “terme Apollinari”
Sono visibili i resti di ampi ambienti voltati in cui sono riconoscibili le vasche per l’immersione, ed il susseguirsi di vani adibiti a calidarium, tepidarium e frigidarium.

La Via Clodia
La strada vecchia di Tuscania detta “della Madonna del Tufo” oggi poco frequentata è la vecchia comunale che univa Canino a Tuscania. Sebbene ormai declassata a strada di campagna mantiene un importante valore storico-culturale nonché naturalistico.
Essa, infatti, ricalca una strada di epoca romana su probabile tracciato etrusco, per un lungo tratto tagliata nel tufo, si sviluppa lungo l’asse che secondo una linea ideale congiunge Tuscania alla distrutta Città di Castro. Non è difficile, quindi, ipotizzare che si tratti dell’antica Via Clodia o di un suo diverticolo.
L’antica via Clodia, progettata per mettere in comunicazione Roma con l’Etruria nord-occidentale, fu costruita presumibilmente tra la fine del III e gli inizi del II sec. a.C.
Da recenti studi della Soprintendenza per l’Etruria Meridionale è ormai quasi certo che la via Clodia, provenendo da Tuscania passava attraverso l’attuale Canino, proseguiva seguendo in buona parte il percorso della attuale strada della bonifica, attraversava Castro per poi raggiungere Saturnia. In questo caso la stazione di Maternum verrebbe a corrispondere con la zona del Fontanile della Doganella sulla strada provinciale omonima in una zona dove è noto un vasto insediamento romano purtroppo oggi quasi completamente distrutto dai lavori agricoli.

Castellardo
Anche se ubicato nei pressi di Canino, questo castello tradisce un’origine francese. Chatelard, infatti, è ricorrente soprattutto nel Vallese e nella Savoia col significato di fortificazione o resto della stessa.
Nelle vicinanze doveva transitare quella “bretella” stradale che permetteva al viandante, proveniente dal settentrione, di evitare le paludi che invadevano l’Aurelia, consentendo quindi di proseguire per Roma, raggiungendo la Cassia.
La via sarebbe stata detta appunto, per la prevalenza di coloro che la seguivano, “francigena”.
I ruderi di Castellardo presentano un aspetto molto più antico del periodo delle Crociate. Le mura mancano infatti di feritoie e merlature. Le torri, sporgenti sul metro e venti circa, sono piene, non celano camere o casematte o simili, rivelando quindi d’essere atte ad una difesa “piombante” effettuata dalla sommità, con un ridottissimo tiro di “fiancheggiamento”.
Da alcuni anni sono in corso delle periodiche campagne di scavo; sono visibili la cinta muraria di epoca medievale e all’interno di essa, in posizione centrale, un mastio di origine longobarda.
Sono numerose le case in grotta, di cui una, di grandi dimensioni e articolata in più vani, è stata identificata come eremo.

SERVIZI

Ufficio Postale – via Garibaldi, 32 tel. 0761 438961
Ufficio informazioni – Rag. Angelo Bachini – piazza Valentini
tel. 328 1614902

NUMERI UTILI

Carabinieri tel. 0761 437002
Comando di Polizia Locale tel. 0761 438738
Municipio (Centralino) tel. 0761 43391
Protezione Civile tel. 333 1383849

Farmacia – (Dott. Luciani) tel. 0761 437010
Guardia Medica – Loc. Vallone tel. 0761 437110
CRI Ambulanza Numero di emergenza 333 8602802
notturno 328 1512940

www.canino.comune.vt.it

STORIA

Nelle fonti documentarie di età medievale Canino è nominato per la prima volta in una lettera di Papa Leone IV verso la metà del IX sec.; successivamente è menzionato come castello e centro fortificato (Castrum Canini), quando Papa Alessandro III lo cedette nel 1181 ai Viterbesi, assieme a Cellere e Castellardo.
Il momento di maggiore sviluppo della città è da porre in età rinascimentale, quando con la presenza dei Farnese, Canino entrò a fare parte del Ducato di Castro.
Nella prima metà del 1400 il borgo primitivo venne fortificato da Ranuccio Farnese che eresse l’omonimo Palazzo, inglobando la vecchia Rocca medievale, dove nel 1468 nacque Alessandro, futuro papa Paolo III.
Fino alla distruzione di Castro nel 1649 Canino seguì la fortuna dei suoi signori, nel XVIII sec. con il ritorno di Canino sotto l’Amministrazione della Camera Apostolica la popolazione subì un forte calo demografico e l’edilizia un generale impoverimento.
Solo nei primi anni dell’ottocento, quando Canino venne venduta a Luciano Bonaparte ed eletta a Principato, il paese tornò a vivere una fase di rinascita.

Luciano Bonaparte
Luciano Bonaparte, fratello minore di Napoleone Bonaparte, personaggio chiave in alcune vicende della storia francese, per dissensi di natura politica e personale, acquistò dalla Camera Apostolica, nel 1808, il feudo di Canino e Musignano dove si stabilì con la sua famiglia. L’acquisto comprendeva tra altri possedimenti la Rocca Farnese. Questa ex castellania impegnò subito Luciano in numerosi lavori di ristrutturazione. A lui si deve la nuova immagine architettonica della piazza della Rocca sistemata mediante la demolizione di alcune case ed una forma più regolare con vista sui boschi.
Affidò all’architetto romano Raffaele Stern la ristrutturazione un’ala della Rocca e la costruzione di una nuova porta nei pressi dell’attuale Municipio. Fece realizzare un lavatoio pubblico.
A Musignano, considerato dalla tradizione un antico convento dell’ordine dei templari, la fortezza fu adattata ad abitazione.
Dal 1810 al 1814, durante l’occupazione francese degli Stati romani, Luciano soggiornò in Inghilterra, al suo ritorno il feudo di Canino, per intercessione di papa Pio VII, fu trasformato in principato.
Annessa alle proprietà era il castello della Badia, nelle vicinanze del quale Luciano e la seconda moglie Alexandrine, fecero nel 1828 le prime scoperte etrusche che continuarono fino alla morte della moglie e di cui Luciano fu scrupoloso catalogatore. Nel marzo 1835 gli scavi di Canino furono visitati da Stendhal, allora console di Civitavecchia.
A Canino Luciano trascorse gli ultimi anni della sua avventurosa vita, redigendo i suoi Mémoires il cui primo volume uscì alla fine del 1836. Morì a Viterbo il 29 giugno 1840 mentre era in viaggio verso Siena.
Il principato di Canino e la castellania di Musignano furono venduti nel 1853 al principe don Alessandro Torlonia.
A Canino la maggiore testimonianza del soggiorno di Luciano è la cappella gentilizia all’interno della chiesa Collegiata. In stile neoclassico, essa reca sul fondo il monumento sepolcrale dedicato al Principe di Canino rappresentato sul letto di morte, con la moglie inginocchiata al suo fianco ed attorniato da quattro figure che simboleggiano: Fama, Fede, Pace e Ambizione, opera scultorea di Luigi Pampaloni. Sulla parete sinistra un sarcofago sostiene una bellissima statua in memoria della prima moglie Cristine Boyer, sulla parete destra il monumento funerario in memoria del padre, Carlo Bonaparte entrambi di Massimiliano Laboureur, infine il monumento dedicato al figlioletto Giuseppe attribuito alla scuola del Canova.

Castelvecchio
La zona di Castelvecchio costituisce il nucleo originario dell’abitato di Canino risalente circa all’anno 1000, si organizza attorno all’attuale Piazza Mazzini, comunemente detta Piazza Rocca.
Il tessuto edilizio medievale arroccato sull’estremità di uno sperone tufaceo è costituito da case-mura che ne definiscono quasi interamente il bordo, solo ad ovest si apre sulla valle del fosso S. Moro.
Alla metà del 1400, con lo stabilirsi a Canino della Famiglia Farnese, la Rocca subisce una grossa ristrutturazione, alcuni tipi a schiera vengono trasformati in palazzo signorile per ospitare la residenza della famiglia.
Fino agli inizi del XIX secolo non si assiste più ad importanti cambiamenti. Nel 1808 Luciano Bonaparte, esule da Parigi, acquista dalla Camera Apostolica il feudo di Canino e Musignano che nel 1814, su intercessione di papa Pio VII, viene eletto principato.
Luciano inizia subito numerosi lavori di ristrutturazione: il rifacimento dell’ala del palazzo che si affaccia sull’attuale Via Roma con la realizzazione di un nuovo corpo edilizio a contrafforte della torre quattrocentesca.

Palazzo Comunale
In origine era il Palazzo di Giustizia, raffigurato in un dipinto del 1696 come edificio a due piani con pianoterra porticato. Il palazzo nel 1855 fu interamente riprogettato accorpando il vecchio palazzo ed alcune case-mura della prima cinta medievale ed occupando anche un volume forse precedentemente annesso alla Chiesa del Suffragio.
All’interno è contenuto un dipinto raffigurante Luciano Bonaparte, Presidente del Consiglio dei Cinquecento. Il Palazzo è sede dell’Archivio Storico Comunale.

Chiesa di S. Maria del Suffragio
Accanto al Palazzo Comunale troviamo la chiesa di S. Maria del Suffraggio. Citata per la prima volta nella visita apostolica del 1773. Più volte ristrutturata viene interamente rifatta nella prima metà del XX sec.
Di particolare pregio l’altare la cui base è costituita da una pietra sepolcrale etrusca con le raffigurazioni di “patera e urceus”.

La Chiesa di S. Croce
La Chiesa di S. Croce è l’edificio di culto più antico del centro storico; essa risale all’anno 1000 e si trova, fuori dal nucleo originario dell’abitato di Canino, lungo l’attuale Via Cavour nel tratto che costituì il primo ampliamento del paese nei secoli XII e XIII.
E’ un edificio ad una sola navata databile per la decorazione del portale al sec. XI.
Fu completamente ristrutturata nel ‘700. All’interno è conservata una deposizione di Monaldo Corsi. Della chiesa faceva parte la torre quadrata in blocchi di tufo, oggi detta “dell’orologio”, che ne costituiva in passato il campanile.

La Fontana “del cane”
Fu realizzata alla fine nel XIX sec. quando, per volere dell’Amministrazione, fu decisa la sistemazione della Piazza V. Emanuele, già piazza del mercato, espropriando e demolendo i fabbricati di fronte al palazzo Miccinelli.
La realizzazione della fontana fu legata alla cessione al Comune di Canino dell’acqua dei Roggi da parte del principe Torlonia ed alla realizzazione della relativa conduttura che portava l’acqua al paese. Nel 1894 l’ing. Camillo Grispini fu incaricato del progetto.
La fontana originaria aveva copertura a volta a botte in muratura con archivolto in blocchi di travertino modanato, rialzato, mediante una base, sulla balaustra in travertino che chiudeva in altezza l’ordine architettonico della fontana.
All’interno della campata centrale trovava posto un basamento in pietra, alto circa 2,5 m., sul quale si articolavano le vaschette da cui usciva l’acqua e che era sormontato dalla scultura a tutto tondo del cane simbolo di Canino.
Nel 1958 fu eliminata la scultura centrale e realizzato un pannello di fondo in pietra calcarea lavorata a grottesca contenente tre vaschette semicircolari degradanti verso l’alto, la statua del cane fu sostituita da un bassorilievo abbastanza stilizzato del simbolo di Canino.
La fontana attuale è il risultato di un intervento di restauro eseguito nel 2004 che ha riportato il monumento alla forma e proporzioni originarie.
La realizzazione della scultura del cane in bronzo è opera del maestro Alessio Paternesi.

La fontana dodecagonale
La costruzione della fontana risale alla prima metà del secolo XVI ad opera della famiglia Farnese probabilmente a terminazione del primo acquedotto della città. Originariamente collocata nella quattrocentesca Piazza del Mercato, oggi piazza Vittorio Emanuele II, venne rimossa nel 1875 e rimontata solo agli inizi del XX sec. nell’attuale piazza De Andreis.
I dodici bassorilievi sul parapetto della vasca dodecagonale rappresentano i maggiori esponenti della famiglia Farnese nel periodo appena precedente il pontificato di Paolo III con riferimenti alle loro più alte cariche, ai loro possedimenti ed alle loro virtù militari.

EVENTI

17 Gennaio
S.Antonio Abate (loc. Roggi) Benedizione degli animali

Febbraio
Carnevale caninese

Pasqua
Processione del venerdì santo – Rievocazione della Passione di Cristo

25 Aprile
Sagra dell’Asparago

Giugno
Giugno Musicale Caninese – P.zza Legnano (ingresso gratuito)
a cura dell’Ass. culturale “A.Donati” con patrocinio Comune di Canino

Luglio
Festa dell’archeologia
Estate caninese: Torneo di calcio “L.Sebastiani”
Festival di Vulci

Agosto 1° fine settimana
Festa della Birra – pineta comunale

Settembre 2° domenica
Festa del Patrono S.Clemente

Ottobre
Manifestazioni Bonapartiane: consegna del Premio “Luciano Bonaparte” a un’opera in lingua italiana e ad una in lingua straniera;
Mostra biennale nazionale del cavallo maremmano (anni dispari)

Novembre Ultimo fine settimana
Festa “Pane e olio”
Festa di Sant’Andrea

8 Dicembre
Sagra dell’Olio e dell’Olivo