Farnese

Comune del Lazio in provincia di Viterbo, gemellato con Beaumont de Pertuis (Francia), è un paese tipicamente medievale che sorge su una rupe tufacea ad ovest del Lago di Bolsena ai confini con la Toscana e poco distante dal litorale Tirrenico.
E’ l’antica Castrum Farneti, probabilmente così chiamata per i ricchi boschi di farnie (tipo di quercia) che la circondavano; avrebbe dato il nome alla Famiglia Farnese di cui fu per lungo tempo possesso feudale.

INFORMAZIONI

ABITANTI: 1.692 – farnesani
SUPERFICIE: 52,92 kmq
DENSITA’: 32 ab/kmq
ALTITUDINE: 343 mt. s.l.m.
AMBIENTE: Boschi e uliveti

PUNTI D’INTERESSE
  • Riserva Naturale Selva del Lamone
  • Rocca dei Farnese
  • Palazzo Chigi-Ceccarini

COME RAGGIUNGERE FARNESE

Da Viterbo: Percorrere la S.S. Cassia in direzione Nord, dopo 5 Km girare a sinistra per Marta, quindi Capodimonte, Valentano, Ischia di Castro e Farnese.
Dalla S.S.1 Aurelia: girare al bivio di Montalto di Castro in direzione Canino-Valentano, dopo 5 Km. svoltare a sinistra in direzione Ischia di Castro e da qui per Farnese.
Dall’Autostrada A1 da nord (Milano): uscita a Orvieto e seguire le indicazioni per Castelgiorgio, S. Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Latera, quindi Farnese.
Dall’Autostrada A1 da sud (Roma): uscita a Orte e seguire le indicazioni per Viterbo quindi per Farnese.
Da Roma: percorrere la S.S.2 Cassia fino ad oltrepassare Vetralla girare sul raccordo Viterbo-Terni ed uscire a Viterbo nord in direzione Siena sulla S.S 2 Cassia dopo 5 Km girare a sinistra per Marta, quindi Capodimonte, Valentano, Ischia di Castro e Farnese.
Per chi proviene da Siena:
Percorrere la S.S.2 Cassia in direzione sud fino ad Acquapendente, girare per Grotte di Castro, Latera e Farnese.

DA VISITARE

Particolare pregio rivestono alcuni edifici monumentali, oltre al ben conservato centro storico con planimetria a spirale, tra cui la Rocca dei Farnese a cui si accede tramite la Porta Nuova dell’architetto Smeraldo Smeraldi (1613), il Palazzo Chigi-Ceccarini (seconda metà del XVIII sec.) sede del comune, la Chiesa Parrocchiale che conserva opere del pittore bolognese Antonio Maria Panico e di Orazio Gentileschi, la chiesa e il monastero delle clarisse e, tra gli altri la bella chiesetta extramoenia di Sant’Anna con affreschi e stucchi del Panico e l’abbazia circestenze di S.Maria di Sala, oggetto di recupero.
Di recente realizzazione il bel complesso museale costituito dalla collezione archeologica del museo civico “F.Rittaore Vonviller” che conserva materiali provenienti dall’area ed in particolare dall’insediamento di Sorgenti della Nova e dai “butti” di età medievale.

Riserva Naturale Selva del Lamone

Istituita con legge regionale n. 45/94, la Riserva Naturale Selva del Lamone nel territorio di Farnese, in provincia di Viterbo al confine con la Toscana è parte integrante del Sistema dei Parchi e delle Riserve della Regione Lazio. L’area protetta, conserva uno dei più rilevanti ecosistemi forestali di pianura dell’intero settore medio-tirrenico all’interno di una regione paesaggisticamente conservata come quella della maremma tosco-laziale.
Il Lamone ha un aspetto aspro e selvaggio, ricco di ammassi lavici, anfratti bui e siepi impenetrabili. La foresta si è sviluppata su un vasto plateau lavico allungato e debolmente inclinato in direzione sud-ovest, marcato da alcuni rilievi principali, come il cono di scorie del Semonte, o come le innumerevoli “murce” o cumuli di massi lavici.
L’intera area durante il Pleistocene, 800-60.000 anni fa, fu interessata dall’intenso ciclo vulcanico del Distretto Vulsino. La morfologia del Lamone è costituita principalmente dalla lava effusa da profonde fratture ascrivibili all’ultimo periodo di attività del vulcano di Latera (tra 158.000 e 145.000 anni fa).
www.selvalamone.it
Uffici della Riserva Naturale tel. 0761.458741

Sentieri, Itinerari, Percorsi natura

La Selva del Lamone è percorsa da una fitta e complessa rete di sentieri, alcuni dei quali opportunamente segnalati e attrezzati in quanto percorsi natura dell’area protetta.
L’itinerario più importante è il Sentiero dei Briganti, riportato in colore giallo spesso nella cartografia, segue il tracciato della strada sterrata principale della R.N. e fa parte di un più esteso circuito di circa 100 km che collega la Riserva Naturale di Monte Rufeno (Acquapendente VT), con il Lago di Bolsena, l’area protetta della Selva del Lamone e la città etrusco – romana di Vulci lungo il corso del fiume Fiora. Il percorso è indicato da apposita segnaletica e descritto da pannelli illustrati. Lo si può percorrere a piedi, a cavallo, in mountain bike o con automezzi. Il tratto interno alla riserva naturale raggiunge circa 15 km. Grado di difficoltà: basso.
Il sentiero di collegamento delle aree faunistiche, riportato in celeste nella cartografia, raccorda l’area del capriolo con i corsi d’acqua oggetto di ripopolamento del raro gambero di fiume. Si sviluppa in parte lungo strade sterrate ed in parte in sentieri all’interno del bosco. L’itinerario è segnalato con apposite frecce indicatrici e descritto da pannelli illustrati. Nei tratti all’interno del bosco è ulteriormente segnalato con rettangoli di colore celeste, su pietre e tronchi di albero. Può essere percorso a piedi, a cavallo o in mountain bike esclusivamente nei tratti di strada sterrata, a piedi in bosco.
Lunghezza totale circa 10 km. Grado di difficoltà: basso, medio all’interno del bosco.
Il sentiero dei crateri (percorribile con l’ausilio di una guida). Della lunghezza di circa 5 km permette di osservare appieno la geologia di questi luoghi penetrando nel fitto del Lamone così da illustrare anche il connubio con la rigogliosa vegetazione, in particolare la zona di Cervarano con le sue fustaie, i Felceti, gli ambienti umidi dei lacioni e lembi di faggeta, il Murcione, con i suoi ammassi lavici ad i numerosi crateri di collasso. E’ percorribile a piedi. Grado di difficoltà medio.
Il sentiero della Strompia, riportato in rosso nella cartografia, s’inoltra attraverso alcune zone caratteristiche del Lamone come le murce dei Tigli e della Strompia, lungo il percorso gli spazi aperti connotati da suoli carboniosi indicano la presenza in passato di carbonaie. Il sentiero si sviluppa per circa 2,5 km. E’ percorribile a piedi. Grado di difficoltà medio.
Il sentiero di Rosa Crepante, riportato in bianco-rosso nella cartografia, è l’itinerario più completo, che tocca tutti i volti del Lamone: monumenti naturali come il cratere di Rosa Crepante, radure come il Semonte, boschi secolari ed aree archeologiche come Rofalco. Il percorso è lungo circa 7 km, si può fare solo a piedi e presenta un grado di difficoltà medio alto. E’ segnato in bianco-rosso.
Il sentiero dei lacioni, riportato in giallo-rosso nella cartografia, si snoda all’interno di un bosco costellato da stagni stagionali (i lacioni) con flora e fauna rare ed interessanti, i più importanti sono: il lacione della Mignattara, quello di Ronillo e Le Lacioncelle. L’itinerario va a collegarsi con quello di Rosa Crepante. Lunghezza del percorso circa 3 km. Grado di difficoltà: medio. E’ segnalato in giallo-rosso.
Viste le caratteristiche della Selva del Lamone, soprattutto ad escursionisti inesperti, è comunque consigliabile rivolgersi alle struttura della Riserva Naturale o ai Guardaparco, prima di inoltrarsi nei sentieri.

SERVIZI

Ufficio Postale – corso Vittorio Emanuele III, 6 tel. 0761 458791

NUMERI UTILI

Comune – Corso Vittorio Emanuele III, 395 tel. 0761 458381
Carabinieri – tel. 0761 458007 – 0761 458373
Farmacia – via Principe Amedeo, 126 tel. 0761 458355

STORIA

La rupe su cui sorge il centro storico di Farnese, come dimostrato da vari oggetti ritrovati, è stata abitata fin dall’Età del Bronzo Finale, bisogna però giungere al medioevo per avere documenti scritti riguardanti questo Paese.
Risalgono infatti all’XI° secolo le prime notizie della famiglia dei signori de “Farneto” come allora veniva chiamata la località (dovuta forse alla vasta distesa di una specie di quercia chiamata Farnia).
Con certezza nella metà del XII° secolo, il feudo di Farnese apparteneva al Conte Ranieri di Bartolomeo, in seguito venne compreso nella contea Aldobrandesca.
A partire dalla fine del XIII secolo i documenti attestano la presenza in questi territori di alcuni personaggi appartenenti alla famiglia Famese.
Il casato dei Farnese compare ufficialmente per la prima volta in un documento del 1315: i “Domini de Farneto” con i loro castelli, le terre, i fedeli e i familiari loro sono ricordati tra i primi nobili e baroni del contado di Orvieto che affiancano il comune nella rivolta contro il rettore del Patrimonio di San Pietro in Tuscia.
Farnese e Latera con altri possedimenti minori andarono a costituire un microscopico stato durato come tale fino al 1658.
Farnese venne abbellita di edifici, chiese, conventi, opere d’arte, parchi, giardini a cui lavorarono importanti artisti del tempo come Smeraldo Smeraldi, Annibale Carracci, Orazio Gentileschi, Anton Maria Panico e Jacopo Barozzi detto il Vignola.
Grande attenzione fu dedicata allo sviluppo dell’agricoltura con apposite regolamentazioni e privilegi ed alla creazione di opifici.
Nel 1658 il feudo di Farnese venne venduto dal Duca Pietro alla famiglia Chigi ed Agostino ne prese possesso col titolo di Principe.
Nel 1798 le truppe napoleoniche tolsero la proprietà di Farnese ai Chigi; in seguito il paese fece parte della Repubblica Romana, per poi tornare sotto il controllo diretto della Chiesa. Fu acquistato successivamente dai Torlonia, e dopo l’Unità d’Italia passò allo Stato Italiano.
Il Principato sopravvisse in piena autonomia fino al 1825 quando ritornò alla Camera Apostolica.
Nel secolo scorso il nostro paese ha seguito il destino dei piccoli centri delle zone marginali per cui soprattutto dalla fine della seconda guerra mondiale la popolazione è andata pian piano diminuendo passando dai 3500 abitanti all’inizio del secolo agli attuali 1700.
Testi dei Dott. Giovanni Antonio Baragliu e Dottor Luciano Frazioni

PRODOTTI TIPICI ENOGASTRONOMICI

Olio, vino, formaggi del caseificio locale, tozzetti, pan pieno, pizze di Pasqua, tortelli con la ricotta farnesana, fregnacce (omelette fatte con farina, acqua e sale e condite con formaggio pecorino o ricotta, zucchero, alchermes e cannella), funghi porcini ed asparagi selvatici della Selva del Lamone, legumi: fagioli, lenticchie, ceci, farro, ecc., pappardelle alla lepre ed al cinghiale.

EVENTI

17 Gennaio
“S.Antonio Abate” nel pomeriggio bruschette per tutti con olio novello
10 maggio
Festa S.Isidoro Agricoltore patrono di Farnese, con il trasporto del busto del Santo sul carro trainato dai buoi
26-27 maggio
Farnese in Fiore gli abitanti di Farnese partecipano all’abbellimento di balconi, terrazze, altane del centro storico
27 Maggio
Festa della Madonna delle Grazie
Giugno
Prima Domenica: Fiera di Merci
Luglio
Prima settimana: Festa della Birra
Metà Luglio: Mostra dell’Artigianato, nelle cantine del centro storico vengono riproposti i vecchi lavori artigianali
Fine Luglio: Festa del Cacciatore con stand gastronomici, gare di tiro alla sagoma e carabina;
Agosto
Dal 6 al 16: Festa Popolare con corteo storico dove sono rappresentati i personaggi della Famiglia Farnese accompagnati dagli sbandieratori
Fine Agosto: Farnese Musica Estate, manifestazione musicale, con corsi di aggiornamento per studenti e concerti serali dei docenti
“Festa della Pastorizia” con intrattenimenti musicali, cene tipiche a base di prodotti agricoli legati alla cultura della pastorizia sardo-farnesiana e convegni specializzati
Dicembre
In occasione delle Feste natalizie si svolgono presso la Chiesa Parrocchiale SS Salvatore i concerti di Natale.