Ischia di Castro

Un ricchissimo sfondo naturale fa da cornice a questo centro dell’Alto Lazio, riserva ambientale invidiabile per l’integrità dell’ecosistema,
in cui i segni della trasformazione dovuti alla presenza dell’uomo si armonizzano con i più variegati paesaggi naturali.
Il paese di Ischia di Castro sorge su un alto sperone di tufo, delimitato da due piccoli affluenti del fiume Olpeta. I fianchi della rupe sono percorsi da antichi camminamenti, ancora parzialmente utilizzabili, costellati da tombe etrusche che, nel corso del tempo, furono generalmente riutilizzate come ricoveri.

INFORMAZIONI

ABITANTI: 2.412 – ischiani
SUPERFICIE: 104,73 kmq
DENSITA’: 23 ab/kmq
ALTITUDINE: 384 mt. s.l.m.
AMBIENTE: Collinare, boschi e uliveti

PUNTI D’INTERESSE
  • Museo Civico
  • La necropoli etrusca di Castro
  • Chiesa di Sant’Ermete

COME RAGGIUNGERE ISCHIA DI CASTRO

Da Viterbo: percorrere la S.S. Cassia In direzione Nord, dopo 5 Km girare a sinistra per Marta, quindi Capodimonte, Valentano ed Ischia di Castro.
Dalla S.S.1 Aurelia: girare al bivio di Montalto di Castro in direzione Canino-Valentano, dopo 5 Km. svoltare a sinistra per Ischia di Castro.
Dall’Autostrada A1 da nord: uscire a Orvieto e seguire le indicazioni per Castelgiorgio, S. Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Latera, Farnese, quindi Ischia di Castro.
Dall’Autostrada A1 da sud: uscire a Orte e seguire le indicazioni per Viterbo quindi per Ischia di Castro.
Da Roma: percorrere la S.S.2 Cassia fino ad oltrepassare Vetralla girare sul raccordo Viterbo-Terni ed uscire a Viterbo nord in direzione Siena sulla S.S 2 Cassia dopo 5 Km girare a sinistra per Marta, quindi Capodimonte, Valentano, Ischia di Castro.
Da Siena: percorrere la S.S.2 Cassia in direzione sud fino ad Acquapendente, girare per Grotte di Castro, Latera, Farnese ed Ischia di Castro.

DA VISITARE

Chiesa di Sant’Ermete
Il luminoso interno a tre navate è ricco di opere d’arte, tra cui, in particolare, il fonte battesimale in travertino datato 1538, il retrostante affresco della Madonna del Popolo, di scuola senese, i due amboni di marmo del IX secolo, provenienti dal distrutto Duomo di San Savino di Castro.
Santuario della Madonna del Giglio
Qui si conserva una Madonna con il Bambino affrescata nel XV secolo, e la chiesa di S. Rocco, costruzione a navata unica con interessanti affreschi della seconda metà del ‘500, alcuni dei quali in ottimo stato di conservazione.

NEI DINTORNI

I “romitori”
I romitori (o eremi) di “Poggio Conte” e di “Ripatonna Cicognina” si trovano, rispettivamente, in località Chiusa dell’Armine e Chiusa del Vescovo, entrambe vicine ad Ischia di Castro.
Il romitorio di “Poggio Conte” è ricavato all’interno di un costone di tufo, secondo tipologie architettoniche di ispirazione cistercense. Si affaccia su una suggestiva valle, anfiteatro naturale, dalla cui sommità sgorga una piccola cascata.
Gli ambienti di abitazione sono quasi del tutto franati, mentre si conserva la piccola chiesa, con colonne e capitelli scolpiti nel tufo, composta da due ambienti quadrangolari, con copertura a cupola quello d’ingresso, a crociera quello di fondo, un’abside con resti di un affresco raffigurante due santi con la mitra (copricapo portato da vescovi come insegna di autorità), forse S. Colombano e S. Savino. L’ambiente d’ingresso era decorato da un grande ciclo di affreschi del XIII secolo, comprendente le figure dei dodici apostoli e del Redentore. Alcuni lastroni di tufo di questi preziosi affreschi vennero trafugati negli anni Sessanta del Novecento e, fortunatamente recuperati, sono oggi conservati al Museo di Ischia di Castro.
Più complessa, appare la planimetria dell’eremo di “Ripatonna Cicognina”, scavato su tre diversi livelli e frequentato dal XV al XVII secolo; all’epoca del primo impianto, sembrano riferibili gli affreschi di scuola senese che decorano la chiesa, raffiguranti S. Antonio Abate ed un santo vescovo.

Grotta di Settecannelle
Situata sul fosso Paternale, la grotta si apre sulla parete di un promontorio di tufo a circa 10 Km ad ovest di Ischia di Castro, a strapiombo sulla riva del fiume.
Particolarmente significativa per il territorio comunale, grazie all’indagine scientifica sistematica del sito fin dagli anni ’80, nel deposito archeologico sono state rinvenute testimonianze della frequentazione umana assidua, soprattutto, nel Paleolitico e nel Neolitico.

Area archeologica della Selvicciola

Il complesso archeologico sorge su una località denominata Selvicciola, poco distante da Vulci.
Oltre ad una vasta necropoli neolitica riferibile alla cultura di Rinaldone, è stata rinvenuta, nella stessa area, una grande villa romana edificata in epoca repubblicana, ristrutturata in epoca imperiale ed infine abbandonata verso il V secolo. La villa è costituita da una parte residenziale e da una parte produttiva.
In seguito, in epoca longobarda, parte della villa ha continuato probabilmente ad essere abitata. La presenza longobarda è infatti testimoniata da una necropoli e dai resti di una chiesa.

PRODOTTI TIPICI ENOGASTRONOMIA

L’acqua cotta, la panzanella, il cinghiale “a bujone”, i bichi, le pappardelle alla lepre, salumi, formaggi, olio Dop, vini

SERVIZI

Ufficio Postale – viale Caduti sul lavoro SNC tel. 0761 424808

NUMERI UTILI

Carabinieri – Via S. D’Acquisto tel. 0761 424732, 424614
C.R.I. Servizio Ambulanza – Via S. Ermete tel. diurno 346 5100194 notturno 349 4990691
Farmacia – V. Peleo Caporossi, 15 tel. 0761 425042
Municipio – Via S. Rocco 2 tel. 0761 425455 fax 0761 425456
Pro Loco – Via S. Rocco, 2 tel. 0761 425455 cell. 347 424978

STORIA

Le origini di Ischia di Castro risalgono agli etruschi, dei quali rimangono preziose testimonianze. Ma ancora prima l’uomo preistorico visse lungo il fiume Fiora, dove sono stati rinvenuti asce di silice, punte di frecce e tanti altri oggetti. Intorno all’anno Mille, Ischia compare nell’elenco dei borghi del Patrimonio di San Pietro in Tuscia, su cui governavano gli Aldobrandeschi.
Fu poi uno dei primi feudi dei Farnese. Nel periodo medievale, il borgo si estese sul piccolo pianoro a ridosso dell’antica Rocca, dove più tardi gli stessi Farnese costruirono il loro palazzo.
Per comprendere meglio la storia del paese, si consideri che esso si è evoluto in due centri urbani distinti. Nel 1537, infatti, quando Paolo III Farnese costituì il Ducato di Castro, affidandolo al figlio Pier Luigi, fu istituita come capitale la città di “Castro”, costruita secondo una specifica pianificazione urbanistica, progettata e realizzata da Antonio da Sangallo il Giovane. Quando, nel 1649, Castro fu distrutta dalle truppe pontificie, il suo territorio fu unito a quello di Ischia di Castro che, nel 1661, fu poi definitivamente incorporata ai beni della Chiesa, fino all’annessione al Regno d’Italia.
Il nucleo abitativo più antico, sfuggito agli interventi di recupero che hanno alterato, altrove, molti piccoli centri, conserva tutt’ora l’impianto urbanistico e la fisionomia tipica dell’epoca medievale, con il castello e le sue solide porte, i resti delle mura, le viuzze strette e tortuose, le abitazioni addossate le une alle altre, che rivelano per caratteristiche architettoniche la condizione sociale degli antichi proprietari.
Domina il borgo la possente Rocca Farnese, progettata da Antonio Sangallo il Giovane agli inizi del XVI secolo. Attraverso la Porta dell’Orologio, che si apre a sinistra della Rocca, si accede al nucleo antico e, in breve, si raggiunge la chiesa parrocchiale di S. Ermete, la cui facciata settecentesca svetta alta nell’intrico dei vicoli medievali.
Museo Civico di Ischia di Castro
Istituito nel 1958 come “Antiquarium Pietro Lotti”, il Museo Civico di Ischia di Castro è stato riallestito nel 2005 ed impostato secondo un criterio didattico, con una disposizione dei materiali che segue un ordine cronologico, dalla Preistoria al Rinascimento.
Tra i reperti più interessanti, gli strumenti in selce e gli esemplari di arte mobiliare paleolitica, provenienti dalla Grotta di Settecannelle.
Di notevole rilevanza, per l’unicità della raccolta, la collezione di sculture etrusche delle necropoli di Castro, statue in nenfro risalenti al VI sec. a.c., realizzate a tutto tondo, che riproducono, con una tecnica raffinatissima, figure di animali fantastici.
La civiltà etrusca, oltre che da un rarissimo esemplare di bara lignea, è ampiamente documentata da vasi d’impasto e di bucchero, decorati secondo gusti e tecniche propri di diversi periodi, dall’età arcaica a quella ellenistica.
Al periodo romano si riferiscono i resti tornati alla luce nella villa rustica della Selvicciola.
Dalla necropoli longobarda, ritrovata nella stessa località, provengono alcuni corredi funerari, maschili e femminili, con armi, ornamenti personali ed oggetti di uso quotidiano.
Il periodo medievale è testimoniato da sculture, già appartenute alla cattedrale di San Savino di Castro e da sei affreschi del XIII secolo, provenienti dall’eremo rupestre di Poggio Conte.
Recuperati dalla Piazza Maggiore della distrutta Castro, sono esposti capitelli e modanature appartenuti ad edifici progettati da Antonio da Sangallo il Giovane.
L’esposizione si chiude con una vetrina delle ceramiche medievali rinvenute nei “butti” del Palazzo Farnese di Ischia di Castro.

La necropoli etrusca di Castro
Della necropoli etrusca, la parte più interessante è situata nei pressi del santuario del Crocifisso di Castro. Di fronte ad esso, la grande e monumentale “tomba a Dado”, del VI sec. a.c.. Dello stesso periodo, la tomba denominata della “Biga di Castro”, per il fatto di avervi rinvenuto un rarissimo esemplare di biga etrusca, attualmente esposta al Museo di Viterbo. Si tratta di una tomba ipogea con un lungo dromos a cielo aperto, vestibolo e camera. Scendendo verso il fiume Olpeta, sono visibili altre tombe analoghe ed un bel colombario di epoca romana.
In questo percorso, non si può non ammirare l’ambiente naturale nel quale si è immersi, la rigogliosa vegetazione, composta soprattutto di piante d’alto fusto e di un fitto sottobosco, che varia secondo le stagioni.
Attraversato il fiume, ci si trova immediatamente su una strada di origine etrusca, chiamata “Via Cava”. Si tratta di un profondo taglio nel tufo di circa 20 mt. di altezza e 80 mt. di lunghezza. Iniziata in epoca etrusca, più volte modificata fino al Rinascimento, è considerata, da alcuni studiosi, un tratto della via Clodia. Di particolare interesse, la scritta in caratteri etruschi su una parete.

EVENTI

Giugno
Ultima domenica: Pedalata a Castro, una tradizione religiosa conosciuta anche fuori del territorio comunale, quale è il pellegrinaggio al Santuario del SS. Crocifisso di Castro, situato vicino all’area archeologica di Castro. Unisce insieme la devozione al SS. Crocifisso, la passione per lo sport e il desiderio di percorrere sentieri naturalistici ancora incontaminati.
“Poggio Bricco in fiore” – iniziativa per valorizzare il verde pubblico per rendere il paese più accogliente per il turista.

Luglio
Ultimo finesettimana: “A.M.A. Ischia di Castro”: Artigianato, Musica e Arte a Ischia di Castro. Si svolge nel suggestivo Borgo Medievale. Presso locali messi a disposizione dai proprietari, vengono allestite mostre con oggetti artistici eseguiti da artigiani provenienti da tutta la provincia di Viterbo, dalle altre della Regione Lazio e dalle province di Grosseto, Siena, Rieti, Terni.

Agosto
Festeggiamenti del patrono S. Ermete
Gran Premio delle Carrettelle: Rudimentali veicoli biposto senza motore, sfruttando le pendenze della strada principale del paese, si sfidano e sfrecciano lungo un percorso obbligatorio.
“Giostra del gallinaccio”, antichissima gara di abilità tra cavalieri, a conclusione della sfilata del corteo storico lungo le vie del paese. Al cavaliere vincitore viene assegnato un palio realizzato da un pittore locale.
Sagra del Bico ischiano: una pasta fatta a mano con acqua e farina, tipicamente condita con sugo al tonno.

Settembre
Festa del motociclista.
L’iniziativa accoglie centinaia di amanti della moto che, previa iscrizione, percorrono un giro turistico nei dintorni del comune di Ischia di Castro, diverso di anno in anno. La partenza è preceduta da colazione, consegna di gadget e benedizione dei caschi. Al rientro i motociclisti possono gustare piatti locali.

Dicembre
Mercatini di Natale.
L’evento si organizza nei pressi di un suggestivo borgo denominato per la sua conformazione “Buca dell’oca”. E’ possibile trovare oggetti natalizi, ascoltare musica, degustare cibi tipici, tra cui le famose “ciaccette”. Per i più piccoli è inoltre previsto un intrattenimento ludico. Vengono infine offerti castagne e vin brulé.